Recensione Ducati Monster 937: cosa cambia veramente rispetto alla versione precedente, parere dopo il test

Se stai valutando di passare alla nuova 937, probabilmente ti chiedi se il salto dalla vecchia Monster valga davvero la spesa. Ti capisco: hai una naked che conosci bene, e vuoi sapere quanto cambia nella guida quotidiana, nel turismo light del weekend e nella manutenzione. Dopo un test su strade collinari, tangenziale e tratti urbani, ti dico cosa ho misurato sul serio e come scegliere senza rimpianti.
Il problema come lo vivi tu: leggerezza, elettronica e usabilità
Venendo da una Monster precedente, ti trovi davanti a tre interrogativi concreti. Primo: la nuova è davvero più leggera e maneggevole in città? Secondo: l’elettronica ti aiuta o complica? Terzo: per i piccoli viaggi, con zaino e borsa, sei più comodo o perdi autonomia e praticità?
La 937 nasce per risolvere questi punti: taglia peso, introduce una piattaforma elettronica completa con cornering ABS e controllo di trazione su base IMU, e mette in vetrina un motore più pieno ai medi, aggiornato a Euro 5. Ma non tutto è rose e fiori, e qui entra in gioco la tua realtà d’uso.
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Il Testastretta 11° da 937 cc spinge deciso già dai 3.000 giri, con un picco intorno ai 111 CV e una coppia che rende la marcia in due in salita più fluida della vecchia generazione. In città puoi tenere una marcia più alta e ridurre gli on/off, merito del ride-by-wire ben tarato e delle mappature Sport, Touring e Urban.
L’elettronica è il vero cambio di passo. Hai ABS cornering, controllo di trazione e anti-wheelie regolabili, più quickshifter bidirezionale di serie. Tradotto: entri più sereno nelle rotonde bagnate, freni forte senza drammatizzare la traiettoria e scali senza pensieri anche con il passeggero. Se venivi da un’unità più vecchia senza IMU, sentirai la differenza al primo acquazzone.
Nota pratica: i setup di fabbrica sono conservativi. Se pesi poco o giri spesso in città, riduci un livello di TC e metti in Touring per addolcire il gas. In montagna, Sport con freno motore medio è il compromesso più efficace.
Ciclistica ed ergonomia: dove la 937 ti cambia la giornata
Il telaio front frame in alluminio alleggerisce davvero l’avantreno: in manovra, complice l’angolo di sterzo più ampio, la sposti con meno ansia tra auto e marciapiedi. Rispetto alla serie precedente, il taglio di peso è tangibile; la 937 perdona di più a bassa velocità e si inserisce svelta nel misto corto.
C’è però il rovescio della medaglia: la forcella da 43 mm non è regolabile e sul pavé veloce o sugli avvallamenti autostradali si sente la taratura di compromesso. Se sei esigente, valuta molle dedicate o un kit cartuccia; se invece vieni da sospensioni già poco sostenute, potresti percepire comunque un miglior controllo dell’assetto.
La posizione di guida è più raccolta, con manubrio più vicino e pedane meno arretrate. In due, il passeggero sta meglio che in passato ma la sella resta rigida dopo l’ora abbondante. E il serbatoio da 14 litri impone soste più frequenti rispetto a prima: fai i conti con 250-280 km reali se guidi allegro.
Viaggiare leggero: GPS e borse, come attrezzarti subito
Qui entra la “meccanica da strada” imparata in Asia: monti e smonti con ciò che hai, e ogni vite deve lavorare per due. Per il supporto GPS, la soluzione più pulita è una staffa che prenda i punti del cupolino o del cannotto, per evitare vibrazioni. Evita i classici morsetti sul manubrio tondo: sulla 937 il display TFT è alto, e rischi di coprirlo.
Come alimentazione, ti consiglio una linea dedicata con fusibile da 2A collegata a un connettore sotto sella o direttamente alla batteria con adattatore SAE. Così puoi staccare tutto in 30 secondi quando lasci la moto in strada. Se usi smartphone come navigatore, preferisci supporto con antivibrazione e cavo USB-C intrecciato di qualità: riduci gli artefatti della fotocamera e non spezzi connettori al primo sterrato leggero.
Per i bagagli, due mosse vincenti: borsa da sella compatta su piastra quick-release e una piccola borsa serbatoio con attacco a flangia. Le borse morbide laterali vanno bene ma controlla gli scarichi: serve un distanziale lato destro per non “cuocere” la borsa. Scegli materiali a triplo strato con roll-top: una volta ho attraversato un monsone in Thailandia e l’unica cosa asciutta erano i documenti dentro una borsa stagna con chiusura doppia.
Confronto diretto con la precedente Monster: cosa cambia davvero
– Peso: è qui che senti la rivoluzione. La 937 è nettamente più leggera in movimento e negli spostamenti da fermo.
– Elettronica: pacchetto completo e moderno. Se vieni da una versione senza IMU, guadagni sicurezza e confidenza. Il quickshifter up/down standard fa più differenza di quanto immagini nel traffico.
– Motore: più pieno ai medi, meno ruvido sotto i 3.000 giri. Con zavorrina e bagagli esce meglio dalle curve in salita.
– Autonomia: il serbatoio più piccolo è l’unico vero passo indietro per chi fa spesso statali a lunga percorrenza.
– Sospensioni: più oneste che sportive nella versione base. Bene per tutti i giorni; per guida spinta, servono upgrade.
– Stile e percezione: addio traliccio. Se per te l’icona è sacra, mettilo in conto. In cambio la moto è più moderna da usare.
Gli errori più comuni quando decidi
– Sottovalutare il serbatoio: se fai spesso 300 km filati, calcola tappe e valuta una borsa serbatoio con sacca acqua.
– Dimenticare il passeggero: prova la sella in coppia prima di firmare. A volte basta un cuscino in gel per salvare il weekend.
– Montare supporti economici: un braccio GPS che vibra ti fa perdere le uscite. Scegli staffe rigide e antivibranti.
– Ignorare le gomme: la 937 vive di appoggio anteriore. Una copertura sport-touring di ultima generazione trasforma la sensibilità in ingresso curva.
– Non tarare l’elettronica: tieni un profilo “pioggia” e uno “misto” pronti. Risparmi tempo e ti godi di più la moto.
Se fossi al posto tuo: la scelta netta
Se cerchi una Monster per l’uso quotidiano, con tanta sicurezza attiva e una guida svelta nel misto, prenderei la 937 senza tentennare. Il pacchetto elettronico, il peso ridotto e il quickshifter di serie cambiano davvero il modo in cui ti muovi, soprattutto in città e sulle strade collinari.
Se invece fai lunghe tratte autostradali, ami l’idea di meno soste e preferisci sospensioni più regolabili senza mettere mano al portafogli subito, potresti tenerti la precedente, investendo in una sella migliore, un cupolino alto e una mappa sospensioni adeguata. Ma sappi che, quando piove o l’asfalto è sporco, la differenza di confidenza a favore della 937 resta netta.
Checklist operativa prima di decidere
- Provala in una giornata mista: città, tangenziale e due passi collinari. Solo così capisci il peso in meno.
- Setta le mappature: Touring con TC medio-basso e ABS cornering attivo per un test realistico.
- Verifica ergonomia in due: 20 minuti con passeggero e borsa sella da 10-15 litri.
- Controlla accessori: staffa GPS su cannotto, piastra sella quick-release, distanziale lato scarico per borse morbide.
- Pianifica l’autonomia: con 14 litri, studia le soste ogni 200-230 km se carico.
- Valuta l’upgrade sospensioni: se guidi forte, metti in budget molle o cartucce per l’anteriore.
- Assicurati di avere un cablaggio pulito: linea SAE con fusibile per GPS/telefono, fascette e guaina termorestringente.
Così arrivi alla scelta con i fatti in mano, senza romanticismi né fretta. E quando partirai per il tuo prossimo giro, saprai già dove fissare il GPS e come tenere asciutta la borsa: quello che, sulle strade asiatiche, mi ha insegnato più di ogni scheda tecnica.
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